domenica 3 maggio 2009

1 Maggio (in Musica)

Negli ultimi 7-8 anni, il 1 maggio, incurante delle tristi bandiere rosse sventolanti davanti alle telecamere delle tv, e non per un vero ideale politico, ho snobbato manifestazioni varie ed eventuali, rifuggito ogni sorta di gita fuori le mura, e trovato il mio buen retiro, con qualche amico, sulle colline del Monferrato, per un pomeriggio di specialità locali, panini e buon vino dalle parti di Cantavenna.

Ma quest'anno, per vari motivi, ho cambiato del tutto l'impostazione della giornata, e anzi, caricati due pard in macchina, sono partito alla volta di Ferrara, dove in serata si sarebbero esibiti i Miami & The Groovers, il trio di Rigo Righetti e soprattutto Willie Nile in formazione elettrica.

Aggirato il traffico con una partenza intelligente, siamo arrivati nella città emiliana intorno alle sei di pomeriggio, in tempo per un breve giretto cittadino, prima di raggiungere la Sala Estense, dove si sarebbe svolta la serata, per salutare un buon numero di vecchi amici e ascoltare qualche frammento di soundcheck.

Pizza e birra veloce nelle vicinanze, e per le ottoemmezza circa siamo tutti seduti (la sala è piccola, appena trecento posti scarsi disposti su due piani): alle 21 precise salgono sul palco i Miami & The Groovers per mezz'ora di energia pura, rock granitico al punto giusto, perfetto per scaldare la platea, confermandosi una delle migliori live band italiane.
Mezz'ora anche per Rigo Righetti, e poi è la volta di Willie Nile, che arriva vestito di nero, e si siede subito dietro alla tastiera, per una Streets of New York da brivido. E poi via con un set elettrico di un'ora e mezza, con Vagabond moon, She's so cold, Hard times in America, Asking Annie out, On the road to Calvary, Black magic e tante altre, un grande medley dei Ramones e la straordinaria chiusura di nuovo al piano con Back home e Across the river, davanti al pubblico tutto in piedi ad applaudire.





A fine show, nonostante il raffreddore, Willie ha anche trovato il tempo e la voglia di fermarsi ad autografare cd e poster, scattare qualche foto e scambiare quattro chiacchiere con i tanti rimasti ancora lì, a dimostrare - se mai ce ne fosse bisogno - la sua grandissima umiltà, e che persona sia.

Ma la serata non è finita lì: noi rockettari irriducibili siamo rimasti in piazza ancora un'ora abbondante per scambiare storie di concerti, musica, rock, vita, prima di bere un'ultima birra e andare a dormire.

Il giorno seguente sarebbe arrivato il giro turistico per la città e l'avventura con le specialità tipiche del luogo, prima di ripartire verso casa notevolmente appesantiti, ma quella del 1 maggio 2009 è di certo una serata che non si dimenticherà.

Nessun commento: