lunedì 15 novembre 2010

Formula Giovane

Ieri si è concluso il campionato di Formula 1.

Ora, per quanto mi piacciano i motori (anche se alle auto preferisco le moto) e tutto il resto, ammetto che da qualche anno non seguo più la F1 come prima. Un po' perchè avevo già avuto una battuta d'arresto nel 1994, dopo la morte di Senna, un po' perchè mi dà fastidio vedere che le regole vengono cambiate continuamente, spesso in corso d'opera, nel vano tentativo di trovare nuovo pubblico, nuovi stimoli, nuovi telespettatori.

Ultimamente hanno tolto il rifornimento, e ok, ma continuano a costringere i nostri amici piloti a fermarsi ai box a cambiare le gomme, quindi alla fine della fiera la strategia di ingegneri e meccanici è sempre fondamentale, e questo si è visto pure ieri.

Poi si sono inventati GP dall'altra parte del mondo, costruendo ad hoc circuiti all'ultimo secondo, e ovviamente tralasciando la (non) variabile della pioggia, facendo slittare l'orario di partenza, saltare le prove, varie, eventuali.

Ma in tutto questo, la cosa fondamentale è che, almeno per quanto riguarda i grandi team, il bilancio è clamorosamente in ROSSO. Intendiamoci, i bilanci in quanto tali vengono palesemente falsati, grazie alle abili mosse di contabili e ragionieri, ma ricordo perfettamente di aver letto che l'intero budget di uno dei team minori (la Minardi del caso, per intenderci) era più basso del singolo ingaggio di un pilota da parte di un team maggiore (l'Alonso del caso).

Bene, anche per questo sono più che mai contento che la Red Bull abbia vinto il campionato costruttori, e che ieri Vettel si sia laureato campione del mondo. Intendiamoci, la Red Bull non è la squadra più povera del mondo, ma in 5 anni è riuscita ad arrivare alla vetta della F1, e ha scelto di puntare su un pilota giovane, una scommessa del vivaio. Basta con McLaren, Ferrari (mi spiace per Alonso, ok, ma basta dei piagnucolii di Massa) e tutti gli altri, si lasci il giusto spazio a chi merita.

Webber, bistrattato dalla sua stessa scuderia, è ormai condannato a un ruolo da scudiero, ma ci sono altri, Petrov e Kubica in testa, che continuano a dimostrare di avere la stoffa del pilota vero, oltre che delle gran palle quadrate.

Largo ai giovani, e basta con i soliti nomi.

Nessun commento: