sabato 27 novembre 2010

Sul tetto del mondo


Sarà perchè sono un appassionato di sigari (toscani, ma non solo) anch'io, ma dopo che il buon Bersani, paglia tra i denti, si è issato sul tetto della Sapienza di Roma, da anonimo quale mi sembrava, mi è sembrato di colpo più simpatico.

Sarà un caso che il Silvio nazionale, imbolsito, gonfio, con i capelli finti e tutto il resto, mi stia invece sempre più antipatico? Mah, non so mica.

Detto questo, non voglio entrare nel merito della storia della riforma universitaria, ma solo sottolinearne un passaggio: secondo l'infausto documento, ai professori migliori andrebbe una mensilità premio in più.

Fermiamoci un attimo a riflettere su cosa possa significare essere migliori. Si terrà forse conto della preparazione e formazione del docente? Certo che no, perchè questo vorrebbe dire valutarne il curriculum e procedere con il bilancino a tutta una serie di ragionamenti complessi e probabilmente inconcludenti.

E allora toccherebbe procedere con una qualche valutazione, ma secondo quale metro? Ci può essere un professore di Diritto Privato migliore di uno di Semiologia? Si scontreranno Filologia Romanza e Storia Antica? E soprattutto, a chi verrà in messo in mano il potere di valutare il docente?

Una risposta sensata darebbe il potere agli studenti, ma anche lì, saremmo daccapo: quanti voterebbero il professore più preparato e in grado di trasmettere passione e sapere, a scapito invece di quello che ha poca voglia di insegnare, ma che fa poi passare tutti all'esame con la media del 30?

Insomma, l'idea è pessima e fa acqua da tutte le parti, senza contare il fatto che inevitabilmente porterebbe a una competizione tra docenti per qualche euro in più di stipendio, invece di metterli in condizioni di svolgere il loro mestiere nel migliore dei modi.

Tutto male, tutto male.

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