giovedì 2 settembre 2010

Che cinema


Come i miei due o tre lettori avranno notato, sono stato lontano da questo blog per un mese abbondante.

Tra i vari motivi, volevo aspettare che finisse tutta la telenovela del calciomercato, per lasciarci alle spalle un altro triste capitolo di quello che una volta era uno sport, e sorbirci il campionato di quest'anno, di cui onestamente mi frega davvero poco.

Nel frattempo, è cominciato il Festival del Cinema di Venezia.

Va detto, raramente guardo i film che vincono premi del genere, e da qualche anno anche agli Oscar la statuetta va a pellicole dimenticabili.

Quest'anno, in quel di Venezia (e non ho idea se siano in concorso o no, chissenefrega), le uniche cose interessanti - a parte il teatrino di Tarantino da "il cinema italiano fa schifo" a "amo il cinema italiano" (probabile che non abbia mai pronunciato nessuna delle due frasi, ma i nostri giornalisti sono delle bestie) - sembrano essere il Black Swan di Aronofsky (Requiem for a dream e The Wrestler, per dirne due) e Machete di Robert Rodriguez. Forse Somewhere, di Sofia Coppola, e di sicuro il film documentario su Vittorio Gassman. Il resto, sarà la solita accozzaglia di film più o meno impegnati, che esalteranno gli illustri critici sconosciuti, finendo subito nel dimenticatoio.

E per questi quattro film in croce, i giornali sprecano fiumi di inchiostro e quintali di carta, una bolla mediatica che prima o poi spero esploderà, per sempre.

Per non saper nè leggere nè scrivere, nelle ultime settimane ho visto:

- Basilicata coast to coast: carino, divertente, ben confezionato. Niente di impegnativo, ma lo consiglio.
- Prince of Persia: mi aspettavo mooolto peggio, e invece si fa guardare, intrattiene e scorre via.
- Generazione 1000 euro: un grande Paolo Villaggio in mezzo a un cast di giovani più o meno conosciuti. Bello spaccato di oggi, divertente.
- Oggi sposi: una ciofeca titanica. Si salva la scena in cui Placido e Pannofino, che interpretano due pugliesi doc, parlamentano con l'ambasciatore indiano per il matrimonio dei loro figli. Il resto, sono due ore sprecate.
- Happy family: forse il punto più basso di Salvatores. De Luigi non è pronto nè adatto per un ruolo del genere, il resto del cast cazzeggia, in memoria del tempo che fu. Insufficiente.
- The A-Team: ruspante e divertente, non credevo. Peccato che l'attore che interpreta Baracus abbia il carisma di una pentola, e che Jessica Biel, oltre ad avere un ruolo del tutto inutile, rimanga vestita di tutto punto per l'intera durata del film.
- The Losers: ovvero come sarebbe dovuto essere The A-Team. Personaggi smargiassi e guasconi, azione vera, battute a raffica, divertimento senza pensieri. Ah, per la cronaca, è pure costato molto meno di The A-Team.
- The Box: noioso e inconcludente, non ne ho visto nemmeno metà.
- The Karate Kid: non che mi aspettassi un capolavoro, ma questo remake (o quello che è) è proprio brutto, noioso, stereotipato, sconclusionato. E in più dura 2 ore e 20. Benedetto sia il tasto FFW del telecomando.
- Giustizia privata: noioso, stucchevole, brutto. Si salva l'ottimo Jamie Foxx, che però è fuori posto alla grande.
- The Expendables: un capolavoro. Non mi interessa se il budget è quello che è, se il sangue in CGI è fatto male, se la storia ha buchi qua e là, se al di là del grande cast pubblicizzato il film di fatto lo tengono in piedi solo Stallone e Statham. Mi sono divertito, mi è piaciuto, lo rivedrei. Anche solo per la scena di due minuti in cui si vedono insieme Stallone, Willis e Schwarzenegger.

Bene, questo era il mio Festival personale. Spero abbiate gradito.

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